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Archive for the ‘Riflessioni’ Category

Brunetta e il suo sito

Brunetta e il suo sito (offline)

E’ un momento particolarmente convulso per l’ICT e per la PA. Sono state pubblicate le regole tecniche (CNIPA) che di fatto recepiscono le criticità dell’attuale processo di firma digitale mentre impazza il phishing di poste italiane (e non solo phishing) con attori d’eccezione.

Gli stanziamenti per la banda larga sono stati congelati (sai, la crisi…) ma il Governo spinge sull’innovazione (?).

Si parla delle opportunità dei nuovi cantieri (?) mentre si riscrive il testo unico del pubblico impiego e la modalità di comunicare. Si, adesso tutto con la PEC, la posta elettronica certificata: siamo unici nel contesto europeo e sappiamo il fatto nostro. Tra le cose che sappiamo c’è anche il downtime del neosito riformabrunetta.it sotto attacco dos (praticamente non ha fatto in tempo ad esordire che è stato messo fuori gioco da un denial of service).

Le domande, lecite, sorgono  numerose…

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Parlare di sicurezza dopo le diverse centinaia di morti in Abruzzo sembra un po’ un controsenso.

Già, perchè il senso di sgomento per l’accaduto e di insicurezza attanaglia ognuno di noi.

Mentre c’è chi riflette sulla sicurezza dei propri fabbricati, chi sulla pessima iniziativa di speculare sulla tragediachi urla l’assenza dello Stato, chi si interroga auspicando trasparenza delle donazioni e plaude all’impegno dei volontari della Protezione Civile, ci sono anche gli immancabili sciacalli, oggi anche tecnologici e mediatici.

Dopo false donazioni (che possono rientrare a mio avviso nei casi di social engineering visti i sentimenti ed il lato prettamente umano su cui fanno leva) gli sciacalli hanno intentato una truffa telematica con un attacco di phishing ai danni della Croce Rossa Italiana.

Quest’ultima, sul proprio sito, ha dovuto specificare in homepage, bene in evidenza, un avviso in cui specificava che “… la Croce Rossa Italiana non sta effettuando alcun tipo di richiesta di donazioni tramite email…”
Questa la mail che circolava la settimana scorsa:

Da: CroceRossa <crocerossa@direzione.it>
Data: 09 aprile 2009 7:43:35 GMT+02:00
Oggetto: UN PICCOLO AIUTO PER UN GRANDE DISASTRO

La Croce Rossa Italiana lancia “un appello di emergenza a livello nazionale,
chiedendo a tutta la popolazione di partecipare ad un grande sforzo di solidarietа
per alleviare la sofferenza di tutte le vittime del terremoto che ha colpito la regione Abruzzo”.
Per effettuare donazioni on line alla Croce Rossa Italiana:

http://www.cri.it/donazioni.html.

Abruzzo. Oltre 150 morti, quasi 2000 feriti,
20 mila sfollati, paesi distrutti, si scava ancora~
Terremoto, stato di emergenza. Mobilitato l’Esercito.
Quasi 100 morti. Berlusconi in Abruzzo

Grazie alle segnalazioni degli utenti e di osservatori anti-phishing (www.anti-phishing.it, qui per i dettagli) la Polizia postale di Bologna ha posto sotto sequestro il sito clone della CRI e di PayPal costruiti ad hoc  mettendo fine a questa ennesima vergognosa truffa.

Evidentemente anche in momenti in cui devi metabolizzare interiormente tragedie umane di questo calibro, purtroppo, non puoi permetterti di abbassare la guardia in quanto i meschini sono in agguato privi di coscienza e pudore.

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Post Clusit

 

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si può o almeno questo Governo ci prova C’è qualcosa di nuovo nell’aria. Anzi, nell’etere. Non si parla d’altro, almeno in Rete.

C’è chi lo descrive come un salto nel passato, chi spera possa essere solo frutto di ignoranza tecnologica.

Una cosa è certa: quello che è stato verbalizzato nella seduta n. 143 (resoconto stenografico) è estremamente pericoloso e inammissibile per uno Stato democratico.

 

Con il pretesto di un maggior controllo, favoriti dalla pressante insistenza con la quale i media ci inducono a ritenerlo estremamente necessario e impellente (“mai sentito “ce lo chiede il popolo“?) il Governo sta mettendo a punto una legge che, di fatto, tenta di imbavagliare la Rete e di metterla sotto il “controllo” di pochi.

Il testo dell’art. 50 bis del ddl “disposizioni in materia di sicurezza pubblica” è stato approvato al Senato: spostare la competenza dalla magistratura agli organi di pubblica sicurezza (leggasi Ministro degli Interni cioé il Governo) è estremamente pericoloso per una società democratica.
Forse i giovanissimi non si rendono conto delle implicazioni istituzionali di questa riforma ma stiamo imboccando la strada del regime e purtroppo sembriamo in pochi ad accorgercene.

Meno male che c’è Emilio Fede, il Grande Fratello, Amici e Beautiful: tutte icone sacre per quest’Italia che ci consentono dove appoggiare il neurone stanco.

Evidentemente imbavagliare la rete è prioritario rispetto alla class action, alle leggi sull’immigrazione, al sociale, ai contratti di lavoro, alla crisi economica, agli ammortizzatori sociali, alla difesa della laicità dello Stato… (questa poi è fantapolitica…). 

La logica è sempre la stessa: quello che non si riesce a governare e pilotare a proprio tornaconto si deve boicottare, oscurare, censurare, limitare possibilmente con l’opinione pubblica a favore…

Stanno creando nell’opinione pubblica il “bisogno” di censura, di controllo e di “rigore”: evidentemente la storia non ha insegnato abbastanza.
Non a caso è di qualche settimana fa la notizia che la CEI si è espressa contro il pericolo dell’ “individualismo interconnesso” (Facebook).  

Stranamente anche il Senatore Giampiero D’Alia (UDC) nel suo intervento fa riferimento a social network ed è proprio lui che dobbiamo ringraziare per il suo l’emendamento dell’ultima ora.

Per avere piena consapevolezza dell’arrogante ignoranza con cui i nostri politici discutono e decidono della nostra libertà leggete il testo completo dell’emendamento e la trascrizione stenografica per intero.

E’ scandaloso per una società democratica “rinunciare” ex lege alla libertà di pensiero e di espressione.

E’ imbarazzante pensare che l’opposizione si riduca ad un Di Pietro , peraltro accusato di vilipendio (ma avrà tutti i torti?).

La parola alla Camera (e all’opposizione, se esiste).

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Vi ricordate la class action, quell’azione collettiva risarcitoria introdotta dal Governo Prodi nella Finanziaria del 2008?

Quella.

Vi ricordate anche che a Luglio scorso il Governo Berlusconi ha sospeso la norma fino al 2009?

Bene, quella.

La scadenza è vicina quindi,  precisa una bozza di emendamento del governo, ancora non formalizzato, al ddl sviluppo all’esame del Senato, “l’azione collettiva risarcitoria, si puo’ esercitare *per gli illeciti compiuti successivamente al 1° luglio 2008*“. 

La finanziaria per il 2008 prevedeva che la stessa potesse essere promossa a partire dal primo luglio 2008, ma non era definito un termine per gli illeciti. Quindi poteva riguardare fatti commessi anche diversi anni prima, compresi i crack Cirio e Parmalat che hanno coinvolto migliaia di piccoli risparmiatori.

La bozza di emendamento del governo pone un termine agli illeciti, escludendo dalla class action quelli avvenuti prima del luglio 2008.

Il Presidente dell’Antitrust Catricalà sottolinea l’importanza di non indugiare oltre e di non escludere il passato.

Sarà … ma ho la sensazione che non si sia data molta enfasi a questa notizia.

O no?

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Al bando i gay dai seminari

Al bando i gay dai seminari

….«non basta accertarsi della capacità di astenersi dall’esercizio della genitalità, ma è necessario anche valutare l’orientamento sessuale» si legge sul documento «Orientamenti per l’utilizzo delle competenze psicologiche nell’ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio» approvato da B16 lo scorso giugno.

Se da una parte la chiesa vede l’omossessualità come una “patologia” da curare, dall’altra la bandisce dalle proprie strutture formative e coercitive.

Domanda: se per fare il prete serve il farneticante requisito della castità ovvero la delirante rinuncia a qualsiasi attività di carattere genitale, perchè l’orientamento sessuale non deve essere irrilevante ai fini del sacerdozio?

Pedofilo conclamato si,  semplicemente gay evidentemente no.

Oltre il danno anche la beffa.

V  E R G O G N A.

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INTERVISTA A COSSIGA

«Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli

atenei»

Da Il Giorno /Resto del Carlino/La Nazione”

di Andrea Cangini – Roma

PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?

«Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire?

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».

Ossia?

«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece?

«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?

«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che…

«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?

«Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no?

«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.

«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».

Quale incendio?

«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università.E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E` dunque possibile che la storia si ripeta?

«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non
fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.

«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama…».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente…

«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro.La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla… Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente»

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Per chi volesse rileggere, approfondire o salvare l’intervista in pdf ecco il link, direttamente dalla rassegna del Governo l’intervista a Francesco Cossiga, Presidente emerito della Repubblica Italiana e senatore a vita.

Quanto si legge non è che una conferma: l’Italia non è una vera democrazia. Le stragi di Stato? Sulla falsa riga di  questa vera e propria confessione, viene da chiedersi quante  bugie ci hanno propinato i Nostri esponenti politici manovrando noi e l’informazione come marionette per un proprio strategico tornaconto.

Spero che questa intervista non passi inosservata non tanto perchè manteniamo profumatamente certi individui ma perchè è il momento di riflettere, a prescindere dal colore politico, sullo scenario che si sta delineando, dietro (anche per i più scettici) e davanti a noi.

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Faccia da libro!

Ebbene si, dopo sbirciatine incuriosite e caute, dopo aver letto interessanti considerazioni in merito, anche io ho aperto un account su Facebook.

Su dai, ci sono cose peggiori nella vita 🙂

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