Si legge su alcuni siti che è emersa una falla nel WPA, sistema crittografico usato nelle reti wi-fi.
Ho commentato su Zeus News e su Punto-Informatico questa notizia che riassumo brevemente.
Dei ricercatori tedeschi hanno sottolineato la possibilità in alcune stringenti ma verosimili condizioni che tramite attacchi del dizionario o chopchop modificato per il TKIP (il protocollo oggettivamente incriminato, non il wpa) si possono decifrare pacchetti corti come ARP e ARP response.
Questo è possibile in quanto il TKIP è stato progettato come soluzione legacy per quegli apparati aggiornabili che funzionavano solo con il WEP. Pertanto, di quest’ultimo si porta dietro alcune criticità (come il cipher RC4 e l’ICV (con MICHAEL e non con CRC32) ad ogni pacchetto cifrato.
Per il resto, nulla di nuovo sotto al sole se non un livello di attenzione che la problematica merita anche da parte dei non addetti ai lavori.
Attendiamo fiduciosi il paper della PacSec di Tokyo per leggere i dettagli dello studio presentato dai due ricercatori.
Nel frattempo, se non potete disabilitare il TKIP e usare solo AES-CCMP, abbassate il rekeying time del TKIP a 60-120 secondi al massimo, per ora…
P.S.: avete il TKIP ancora abilitato? AES o direttamente WPA2






E per chi usa ancora il WEP per mantenere una compatibilità con il Nintendo DS Lite ? ? ?
Al massimo se ti va di giocare fai due SSID separati oppure molto più semplicemente smetti di giocare e lavora:-)
Battute a parte, il WEP in meno di 10 minuti è aperto.
Ti conviene, almeno, scegliere una chiave lunga e cambiarla più spesso possibile.
WPA: cautela, non allarmismi…
E’ trascorso quasi un mese da quando si leggeva su alcuni siti che era emersa una falla nel WPA, sistema crittografico usato nelle reti wi-fi. Ho scritto qualcosa in proposito su uno dei miei blog e commentato su Zeus News……
Ciao a tutti , ho letto con interesse queste argomenti in quanto anche io utilizzo una connessione wi-fi a casa.
.
?
Attualmente utilizzo una chiave di protezione a 64 bit (wep 64bit).
Sò che è una chiave obsoleta , ma non ho voglia di cambiarla
Oltre a mettere una wpa2 (sempre se il mio access point la tiene) e nascondere l’SSID cosa dovrei fare x sentirmi piu sicuro
é vero che programmi come wep-crack che girano su linux esistono anche su win ?
Ciao Ales, tenere la chiave wep è come lasciare la porta di casa con il solo scatto della serratura.
Esistono, come correttamente affermi, programmi che fanno del traffico prodotto da sessioni cifrate con la suddetta chiave una base statistica d’ingresso su cui applicare degli algoritmi che riescono ad identificare la chiave stessa.
Fai pure qualche ricerca, google è strapieno di articoli o di white paper a riguardo.
WPA2 è tutta un’altra cosa, sempre con le accortezze descritte nel post.
Per un uso domestico direi che, al momento, basta e avanza.
Se vuoi andare oltre esistono sistemi di autenticazione 802.1x ma presuppone necessità ed infrastrutture diverse.
Buon divertimento
Armiz sapresti dirmi come devo configurare i mac address x essere + sicuro, avendo una connessio tramite il wireless
Ales, più che come configurare i mac address ti suggerisco di abilitare il controllo accessi sull’access point. Poi dalla sua interfaccia di configurazione abiliti puntualmente i dispositivi che hanno tentato la connessione (li vedrai nel pannello di configurazione sfruttando solitamente l’interfaccia web dell’access point).
In questo modo abiliterai solo i dispositivi (mac address) che tu desideri utilizzino la tua rete wireless.
Nota dolente: i mac address sono spoofabili e capire quale sia abilitato è un gioco da ragazzi.
Ma questo è un altro film:-)
Quindi cosa faccio ? uno è spooffabile quell’altro è craccabile .
Tolgo tutto il pc e passo ad usare la macchina da scrivere.
Secondo me, per un utente domestico, usare una chiave wpa2 è più che sufficiente.
Se poi vuoi star tranquillo, cambiala mensilmente.
Eviterei fossi in te il wep.
Ales , secondo me sei capito un sito dove prevalgono le paranoie! ! !
Ricorda che sono tutti capaci a parlare……..
Sto qua spoofa anche i mac-address ahhahahah , chissa dove andremo a finire!
Fai una cosa ale , lascia tutto come sei e non toccare piu niente anche perche non sei un’ azienda! Almeno credo…….
Vorrei tanto sapere con che distrobuzione di linux spoofa i mac – address armys
Ales , secondo me sei capito un sito dove prevalgono le paranoie! ! !
Ricorda che sono tutti capaci a parlare……..
Sto qua spoofa anche i mac-address ahhahahah , chissa dove andremo a finire!
Fai una cosa ale , lascia tutto come sei e non toccare piu niente anche perche non sei un’ azienda! Almeno credo…….
Vorrei tanto sapere con che distrobuzione di linux spoofa i mac – address armys ….. hihihi
Alfredo, rispondo a questo commento tanto l’altro è uguale a parte l’ip di provenienza.
Ales ha chiesto delle delucidazioni di carattere tecnico e probabilmente l’ha fatto perchè crede di essere “capito un sito” dove c’è una certa sensibilità ed attenzione verso determinate problematiche.
Non sempre criticare quello che non si capisce o non si conosce pienamente porta a fare una bella figura o fornisce valore aggiunto ad una discussione.
A volte stare in silenzio lascia qualche dubbio ma aprire la bocca chiarisce tutto a tutti
Questo articolo, ed in generale tutto il blog, non vuole essere o contenere tutorial per scardinare le reti wireless.
Piuttosto, spero serva per aumentare il livello di consapevolezza degli utenti che utilizzano un servizio unico per comodità e portabilità ma ad un costo “nascosto” di potenziale esposizione, mancanza di riservatezza, intercettazione e/o abusi.
Potenziale, ma il problema c’è. Perchè esiste, che ti piaccia o no, gente che utilizza la connessione wi-fi del vicino proprio sfruttando la faciloneria espressa dal tuo commento.
Se vuoi approfondire le problematiche relative allo spoofing o al cloning del mac-address prova a scrivere su google ” spoof mac-address” o “spoof mac-address clone”: resterai stupito di quanta gente esista “come sto qua”.
Se poi vuoi cercare paper più tecnici prova ad affinare la ricerca con termini più mirati.
Per la cronaca, lo spoofing non è peculiarità di un OS o di una distribuzione di linux.
La buona notizia è che sono d’accordo con te in ben due punti:
1) tutti sono buoni a parlare;
2) chissà dove andremo a finire!
E non è poco